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L'artista italiana Dadamaino E. Emilia, figura dell'avanguardia milanese degli anni 1960, conosciuta con lo pseudonimo di Dadamaino, è nata a Milano nel 1930. Artista complessa, indipendente e ispirata, solitaria e impegnata, militante femminista e comunista, si situa al crocevia dei principali movimenti avanguardisti che hanno attraversato l'Europa del dopoguerra. Dadamaino non è forse contemporanea del manifesto dello Spazialismo redatto da
Biographie de E. Emilia Dadamaino
L'artista italiana Dadamaino E. Emilia, figura dell'avanguardia milanese degli anni 1960, conosciuta con lo pseudonimo di Dadamaino, è nata a Milano nel 1930. Artista complessa, indipendente e ispirata, solitaria e impegnata, militante femminista e comunista, si situa al crocevia dei principali movimenti avanguardisti che hanno attraversato l'Europa del dopoguerra. Dadamaino non è forse contemporanea del manifesto dello Spazialismo redatto da Fontana nel 1948? Dopo studi in farmacia, scopre tardivamente la sua vocazione per l'arte. Negli anni 1950, frequenta il gruppo dei giovani artisti che seguono Lucio Fontana: Piero Manzoni, Gianni Colombo, Enrico Castellani, Augustin Bonalumi. Dadamaino participa subito alle esposizioni della galleria Azimut, creata da Manzoni e Castellani. Nel 1957 aderisce al gruppo Zero di Heinz Mack, Otto Piene e Günther Uecker. La sua prima personale risale al 1958 alla Galleria dei Bossi di Milano. Fra le sue maggiori fonte di ispirazione l'artista cita Fontana e Yves Klein. Elaborando la propria visione personale ispirata al sovvertimento dei concetti di produzione di massa peculiari della produzione industriale, l'artista espone in Olanda, Belgio, Inghilterra, Germania, Francia, Spagna, Svizzera raggiungendo più riconoscimenti all'estero che in Italia. Partecipa a numerose esposizioni internazionali con Getulio Alviani, Bruno Munari, Enzo Mari e la Nuova Tendenza. Le sue ricerche si sviluppano nella composizione di un alfabeto visuale di sedici segni che lei definisce "alfabeto mentale". Femminista e militante nei movimenti di protesta emersi nel '68, sostiene con altri il progetto della Casa degli Artisti a Milano e partecipa alle sue manifestazioni in favore dell'arte. Dadamaino è stata invitata a due riprese a presentare la sua ricerca artistica in sale personali della Biennale di Venezia, nel 1980 e nel 1990. Le sue opere sono conservate in numerose collezioni fra cui la Tate di Londra, la Fondazione Guggenheim di Venezia o ancora la Fondazione per l'arte concreta di Reutlingen in Germania o il MART a Rovereto. Nel 2004 si è spenta a 73 anni a Milano.



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Nessuno catalogo referenziato. Tutti i cataloghi ragionatiTracce bibliografiche
Da leggere sull'artista o dell'artista :
* « Dadamaino - Piero Manzoni : Storia di un grado zero 1956-1963 », F. Gualdoni, Ed. Galleria P420, Bologne, 2010* « Dadamaino - Movimento delle cose », A. Zanchetta, Artefiera di Bologna, Ed. Dep Art, 2011
* « Dadamaino 1930-2004 », F. Gualdoni et S. Cortina, Artefiera di Bologna, Ed. Grafiche Aurora, 2013
* « Dadamaino », catalogue d'exposion, F. Gualdoni, Tornabuoni, Paris, Forma Edizioni, 2013
* « Dadamaino », catalogue d'exposition, Centre d'Art contemporain Consortium, Dijon, 2013
* « Dadamaino », Natacha Caron, F. Gautherot, Ed. Les Presses du réel, Paris, 2014
Sito web :
http://archiviodadamaino.it/Saperne un po' di più :
In omaggio a E. Emilia Dadamaino

Elle avait été une figure de l’avant-garde milanaise des années 60. Après une période de maladie, Edoarda Emilia Maino, connue sous le pseudonyme de Dadamaino, meurt le 13 avril 2004 à Milan, ville où elle était née 73 ans auparavant. Ses cendres reposent dans le petit cimetière de La Maddalena, un hameau de Somma Lombardo (commune italienne de la province de Varèse dans la région Lombardie en Italie), à côté des restes de ses parents. En son hommage, avec respect, ce camélia jaune.


"J’ai toujours détesté la matière et j’ai toujours cherché l’immatériel. C’est comme si tu faisais une révolution, pas une révolution sanglante ou une guérilla, mais même celle-là si tu veux." - Dadamaino

"À travers mes recherches optiques sur la lumière, j’ai dû entrer en formation pour apprendre différents corps de métiers. Préparés comme peintres nous étions des techniciens nuls, et pas seulement nous, mais les techniciens eux-mêmes. Nous leur donnions des matériaux absolument inédits que personne n’avait jamais expérimentés. En même temps, à la fin de 1962, j’ai dû me rapprocher des disciplines mathématique-scientifiques, toujours pour ces raisons. En étudiant j’ai entraperçu la majeure partie des possibilités de mon travail… je pensais donc faire un objet qui avec le mouvement réel développait le concept du mouvement infini, pas seulement, mais le mouvement infini de la lumière. " - Dadamaino

"Lorsqu’en 58, j’ai commencé à découper les toiles jusqu’à ce qu’il ne reste en vue que le cadre, il est certain que je me mettais en contradiction avec le type d’art pratiqué alors." - Dadamaino

"Éliminer au fur et à mesure les matériaux et arriver à la pure idée. " - Dadamaino

"Il s’agit d’une écriture de l’esprit : faite de lignes denses et marquée heure par heure, imperceptible et sautillante, sans aucune volonté de programmation à priori, mais sensible à la pression de la main qui, libre, court et trace sans préméditation. Mais il est clair que si la main est guidée par l’esprit, dans ce cas c’est de l’inconscient. Le résultat est une levée de réticulums et d’espaces vides, que rien ne dé-range, sinon l’harmonie." - Dadamaino

"C’est par l’usage, le maniement, le geste court, scandé, rythmé par le souffle, que Dadamaino accède au monde originel à être dans le monde. Le signe, l’espace, le signe à nouveau sont des interrogations méditatives sur l’origine et posent la question du temps, du dévoilement de la présence de l’être au monde. " - Natacha Carron
Francobollo :
Valutazione - Mediazione
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Manifestamente artisti
L'arte e gli artisti si mettono in mostra : manifesti, gallerie, musei, esposizioni personali o collettive. Sui muri o nelle vetrine, sagge o ribelli, i manifesti avvertono, commentano, mostrano. Alcuni sono stati composti da un artista in occasione di un avvenimento particolare, altri, austeri, non hanno che la lettera.Alcuni sono stati creati con la tecnica litografica, la maggior parte sono delle semplici riproduzioni offset. Numeroso sono quelli che amano collezionare questi rettangoli d'arte, su carta lucida o opaca, monocrome o con differenti colori, con molte parole o quasi mute. Vi presentiamo riuniti qui di seguito i manifesti (francesi e stranieri) in omaggio agli artisti presenti sul nostro sito (327 ). Tra questi ultimi, alcuni non hanno ancora il « loro manifesto », che viene quindi sostituito da un catalogo d'esposizione o da una rivista. Siamo felici di poter rendere omaggio, grazie a questa rubrica, alcune gallerie mitiche come Denise René, Louis Carré, Claude Bernard, Berheim Jeune, Maeght, Pierre Loeb e moltre altre ancora.
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