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Francobollo di Jules Pascin
La creazione di un francobollo postale é spesso un omaggio reso da una nazione a un luogo, ad un avvenimento, a un momento storico, a un personaggio che conta. I pittori e gli altri artisti non vengono meno a questa regola. Alcuni nonostante cio' rimangono « dimenticati » dall'arte postale. Vi presentiamo, riuniti (francesi o stranieri), i francobolli emessi (206) e i semplici studi di francobolli (224 ) in omaggio agli artisti presentati nel nostro sito. Il primo francobollo francese fu creato nel 1849, l'Inghilterra ci precedette di una decina d'anni. Questa piccola forma di carta dentellata viaggia ; il francobollo naviga, vola, fa sognare, allora sogniamo un poco. M.C.
Sicuramente non conosciamo tutti i francobolli creati dai diversi artisti ; non esitate a farceli conoscere !
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In omaggio a Jules Pascin

A l'âge de 45 ans, le 2 juin 1930, Pascin se suicide dans son atelier du 36, boulevard de Clichy. Tous ses amis viennent lui dire adieu. Kisling couche le mort sur le plancher devant le tableau “l’Enfant prodigue” ; Simone, Claudia, Jacqueline, Zina, Léa, Thérèse, Fernande, ses modèles devenues ses amies sont là également. Le 7 juin, pendant son enterrement, toutes les galeries de Paris sont fermées en signe de deuil. Pascin repose au cimetière Montparnasse (28ème division), sur la tombe est gravé un poème d’André Salmon : “Homme libre héros du songe et du désir de ses mains qui saignaient poussant les portes d’or esprit et chair Pascin dédaigna de choisir et maître de la vie il ordonna la mort”. Nous déposons, en hommage, un oeillet sur sa tombe.


"Je ne tiens pas à démontrer, comme l'ont fait les grands maîtres, que je peux peindre et dessiner comme tous ceux qui m'ont précédé. Je ne fais pas de peinture pour les musées." - Julius Pascin

"Ses nostalgies sont multiples. Parfois, le mal du pays le prend, le mal de quel pays ? Il ne sait pas, mais il a besoin de partir et d’errer, et alors il quitte Montmartre pour l’Algérie ou l’Allemagne." - Yvan Goll

"La spontanéité, l'instant, c'est un art en soi. Si je fignole, ça perd son sens." - Julius Pascin

"Son atelier se trouve au 5e étage, celui des artistes, là où ne monte pas le tapis rouge grenat de l’escalier ; la verrière donne au nord sur la Butte, et au sud sur le boulevard, d’où l’on entend les bruits de la fête foraine plusieurs fois dans l’année ; un atelier, une cuisine, et une chambre, avec dans l’entrée, un escalier en colimaçon menant à une basse soupente, le domaine du chat Coco macaque, où les dessins s’entassent." - André Roussard, galeriste, éditeur

"Oeuvre de souffrance et de doute, oeuvre que brûle la fièvre, c’est tout au long une grêle et insistante musique de nostalgie, une lamentation des corps sans joie, sans équivalence dans la peinture contemporaine." - Roger Brielle (1933)

"Pascin, pierrot lunaire et prince charmant, tour à tour grand seigneur et clochard, a quitté volontairement ce monde pour descendre au royaume des ombres." - Waldemar George
Note di biografia
Julius Pinkas, detto Pascin, nasce a Viddin in Bulgaria nel 1885. Soggiorna dapprima a Vienna, Berlino e poi Monaco, ha vent’anni quando arriva a Parigi nel 1905. La città brulica di artisti che arrivano da ogni dove, Modigliani, Soutine, Picasso, Chagall solo per citarne qualcuno; questi lo accolgono e Pascin comincia a collaborare da subito a numerose pubblicazioni parigine. Individualista ed insensibile alle influenze esterne, Pascin ha una personalità fuori dal comune che oscilla costantemente fra la seduzione e l’apparire, una natura ansiosa in balia del dubbio permanente e talvolta della disperazione. Di portamento fragile, tenebroso, frequenta le terrazze dei caffè Dôme e della Rotonde. Disegna i suoi contemporanei, contempla la condizione umana, si appassiona per il corpo femminile che coglie in tutte le sue sfumature.
Nel ’14 deve lasciare Parigi a causa della sua nazionalità bulgara, parte per gli Stati Uniti e si stabilisce a New York, dove ottiene la nazionalità americana. Viaggia e dipinge (Cuba, Texas, Florida, etc…), riporta disegni ed acquerelli. E’ alla ricerca di un nuovo modo di espressione.
Nel ’20 ritorna a Parigi. Si lancia con entusiasmo nell’incisione, Jean-Gabriel D’Aragnès gli fa da maestro. Beve, conduce una vita dissoluta, frequenta con assiduità le case chiuse e riempie i suoi quaderni di disegni voluttuosi, talvolta erotici; il suo mondo non è molto lontano da quello di Toulouse-Lautrec. I suoi disegni come le sue pitture esprimono una grande tristezza, un disagio profondo che l’artista fa sempre più fatica a controllare. Nel ’23 adotta quella sua maniera detta “nacrée” (madreperlata), utilizzando dei colori pastello, maneggiando con maestria la tecnica della velatura e della trasparenza; sono sempre le prostitute il suo tema ricorrente, l’artista ha fatto suo questo mondo. Il suo tratto è morbido e nel contempo incisivo.
Bohémien, spendaccione impenitente, divorato dall’alcool, sfinito, malato, depresso, la sua vita è sempre ai limiti del possibile, si suicida il 2 giugno 1930, il giorno stesso del vernissage di una mostra che gli era consacrata.








Manifestamente artisti
L'arte e gli artisti si mettono in mostra : manifesti, gallerie, musei, esposizioni personali o collettive. Sui muri o nelle vetrine, sagge o ribelli, i manifesti avvertono, commentano, mostrano. Alcuni sono stati composti da un artista in occasione di un avvenimento particolare, altri, austeri, non hanno che la lettera.Alcuni sono stati creati con la tecnica litografica, la maggior parte sono delle semplici riproduzioni offset. Numeroso sono quelli che amano collezionare questi rettangoli d'arte, su carta lucida o opaca, monocrome o con differenti colori, con molte parole o quasi mute. Vi presentiamo riuniti qui di seguito i manifesti (francesi e stranieri) in omaggio agli artisti presenti sul nostro sito (327 ). Tra questi ultimi, alcuni non hanno ancora il « loro manifesto », che viene quindi sostituito da un catalogo d'esposizione o da una rivista. Siamo felici di poter rendere omaggio, grazie a questa rubrica, alcune gallerie mitiche come Denise René, Louis Carré, Claude Bernard, Berheim Jeune, Maeght, Pierre Loeb e moltre altre ancora.
Tutti i manifesti
Cataloghi ragionati
Cataloghi ragionati
Tracce bibliografiche
Da leggere sull'artista :
- « Pascin, 1885-1930 », Yves Kobry, Elisheva Cohen, Hoëbeke, 1995
- « Pascin et le tourment », Stephan Lévy-Kuentz, La Différence, 2001
- « Pascin érotique », Alexandre Dupouy, Astarté, Paris, 2001
- « Jules Pascin », Alexandre Dupouy, Parkstone, 2003
- « Pascin », Abel Rambert, Ed. Galerie Abel Rambert, Paris, 1980
- « Pascin, la Java bleue », Joann Sfar, Ed. L'association, 2005
- « Pascin, le magicien du réel », B. Lorquin et Y. Kobry, Ed. Gallimard, 2007
- « Pascin libertin », Stephan Lévy-Kuentz, Ed. Adam Biro, 2009
- « Pascin », Stephan Lévy-Kuentz, Ed. La Différence, 2009
- « Pascin ou le dessin incisif », M. Senot, E. Legrand, Ed. M.A.M. Lille Métropole, 2016
Da leggere dell'artista :
- « Caribbean sketchbook », University of Texas Press, Austin, 1964
- « Pascin l'impudique », F. Lévy-Kuentz, Production Lapsus/France5/Paris première, 2000
Sito web :
www.artcyclopedia.com/artists/pascinSaperne un po' di più :
Francobollo di Jules Pascin
La creazione di un francobollo postale é spesso un omaggio reso da una nazione a un luogo, ad un avvenimento, a un momento storico, a un personaggio che conta. I pittori e gli altri artisti non vengono meno a questa regola. Alcuni nonostante cio' rimangono « dimenticati » dall'arte postale. Vi presentiamo, riuniti (francesi o stranieri), i francobolli emessi (206) e i semplici studi di francobolli (224 ) in omaggio agli artisti presentati nel nostro sito. Il primo francobollo francese fu creato nel 1849, l'Inghilterra ci precedette di una decina d'anni. Questa piccola forma di carta dentellata viaggia ; il francobollo naviga, vola, fa sognare, allora sogniamo un poco. M.C.
Sicuramente non conosciamo tutti i francobolli creati dai diversi artisti ; non esitate a farceli conoscere !
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In omaggio a Jules Pascin

A l'âge de 45 ans, le 2 juin 1930, Pascin se suicide dans son atelier du 36, boulevard de Clichy. Tous ses amis viennent lui dire adieu. Kisling couche le mort sur le plancher devant le tableau “l’Enfant prodigue” ; Simone, Claudia, Jacqueline, Zina, Léa, Thérèse, Fernande, ses modèles devenues ses amies sont là également. Le 7 juin, pendant son enterrement, toutes les galeries de Paris sont fermées en signe de deuil. Pascin repose au cimetière Montparnasse (28ème division), sur la tombe est gravé un poème d’André Salmon : “Homme libre héros du songe et du désir de ses mains qui saignaient poussant les portes d’or esprit et chair Pascin dédaigna de choisir et maître de la vie il ordonna la mort”. Nous déposons, en hommage, un oeillet sur sa tombe.


"Je ne tiens pas à démontrer, comme l'ont fait les grands maîtres, que je peux peindre et dessiner comme tous ceux qui m'ont précédé. Je ne fais pas de peinture pour les musées." - Julius Pascin

"Ses nostalgies sont multiples. Parfois, le mal du pays le prend, le mal de quel pays ? Il ne sait pas, mais il a besoin de partir et d’errer, et alors il quitte Montmartre pour l’Algérie ou l’Allemagne." - Yvan Goll

"La spontanéité, l'instant, c'est un art en soi. Si je fignole, ça perd son sens." - Julius Pascin

"Son atelier se trouve au 5e étage, celui des artistes, là où ne monte pas le tapis rouge grenat de l’escalier ; la verrière donne au nord sur la Butte, et au sud sur le boulevard, d’où l’on entend les bruits de la fête foraine plusieurs fois dans l’année ; un atelier, une cuisine, et une chambre, avec dans l’entrée, un escalier en colimaçon menant à une basse soupente, le domaine du chat Coco macaque, où les dessins s’entassent." - André Roussard, galeriste, éditeur

"Oeuvre de souffrance et de doute, oeuvre que brûle la fièvre, c’est tout au long une grêle et insistante musique de nostalgie, une lamentation des corps sans joie, sans équivalence dans la peinture contemporaine." - Roger Brielle (1933)

"Pascin, pierrot lunaire et prince charmant, tour à tour grand seigneur et clochard, a quitté volontairement ce monde pour descendre au royaume des ombres." - Waldemar George
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Oltre alle opere attualmente in stock, mi è sembrato utile di darli a vedere o conoscere altre opere degli artisti rappresentati nella galleria. Queste parti, oggi vendute o ritirata della vendita, sono state nello stock della galleria in un passato recente.
Questa pagina permetterà certamente ad alcuni uni fra voi di mettere un'immagine su un titolo o l'inverso, ad altri semplicemente di scoprire un po'più sull'opera di tale o tale artista, o semplicemente per il piacere degli occhi !
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