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Alcuni consigli

Come spedire una stampa

Benchè l'artista sia essenziale, nonostante la rarità di una stampa o il fatto che sia più o meno firmata, il valore di un'incisione risiede anche nel suo stato. Saperla manipolare con delicatezza (non pizzicare mai la carta), incorniciarla nel modo migliore (rispettando la sua unicità nella forma e nel tempo) e sapere infine come farla viaggiare, sono fattori di primissima importanza. Da molti anni, riceviamo molte domande sul nostro modo di imballare le stampe e sulle nostre scelte di un modo di trasporto che riduca al massimo i rischi. Che si tratti di un nostro invio di un'opera che avete acquistato o viceversa di un vostro invio per un'opera che noi vi abbiamo acquistato, troverete qui di seguito alcuni utili consigli. Nel caso che voi ci spediate un'opera, Michelle Champetier vi propone di spedirvi - a sue spese - il materiale necessario per un imballaggio conforme. But enough long sentences and rather have a look to our packing videos!

Alcuni consigli

Dalla creazione del sito della nostra galleria su internet molti visitatori ci hanno chiesto consiglio sul miglior modo d'imballare una stampa, un gran numero di persone voleva sapere se una cornice di buona qualità dovesse rispondere a delle caratteristiche particolari e quali; altri si interrogavano sul miglior modo per fotografare la loro stampa. Senza alcuna pretesa questa piccola rubrica si propone di rispondere il più semplicemente possibile a delle domande assolutamente legittime.

Imballaggio della stampa in un tubo

Imballaggio della stampa stesa

Far incorniciare una stampa


La nostra lunga esperienza nel dover estrarre le stampe dalla loro cornice ci ha permesso fin troppe volte di constatare i danni spesso irreversibili dovuti a pessime incorniciature iniziali. Questa rubrica si sarebbe potuta intitolare « Far incorniciare una stampa per conservarla nel suo stato originale ». In questa sede non è certo il caso di parlare della scelta della cornice, dell'eventuale aggiunta del passe-partout e del suo colore o del rapporto fra la dimensione della stampa e quella della cornice.

Questo tipo di scelta vi appartiene e ognuno ha il proprio gusto; tuttavia c'è una regola: la cornice deve essere al servizio della stampa, proteggerla e nel contempo valorizzarla. Ecco dunque qualche consiglio di base:

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1/ Innanzi tutto i margini originali della stampa devono essere interamente conservati. E' la cornice a doversi adattare alla stampa e non viceversa. Una stampa con i margini ridotti, anche solo con la carta ripiegata (si, si, è esperienza vissuta) perde valore. 2/ Il retro della cornice sarà preferibilmente tagliato in un cartone museo, per definizione senza acido. Se il dorso è un cartone normale o come spesso succede del compensato, dunque due materiali acidi, è obbligatorio evitare ogni contatto fra la stampa e il retro della cornice piazzando fra i due una carta-barriera che è anti-acida. La stampa risulterà così isolata da un ambiente acido, indubbiamente il suo più grande nemico. Si tratta di un nemico temibile che inocula la sua malattia goccia a goccia, giorno dopo giorno e che subdolamente attaccherà la stampa. Inizialmente scurirà progressivamente il retro della stampa e poi creerà delle piccole macchie giallastre o rossastre, dei puntini (di fatto sono dei funghi) anche sul davanti del foglio. Se questo processo è appena iniziato, un buon restauro potrà salvare la stampa. Attenzione, i buoni restauratori/ restauratrici non sono correnti! Se i puntini invadono la stampa in misura importante, danneggeranno definitivamente l'opera. 3/ Se la cornice ha le dimensioni esatte della stampa, non c'è alcun problema di fissaggio e rimane solo il problema del vetro (Vedere 4/). Per evitare un leggero riporto dei colori sul vetro a causa del contatto, bisogna stare attenti a spostare la stampa dal vetro con l'aiuto di zeppe di cartone non acido fissate nella scanalatura della cornice. Se la vostra scelta si orienta verso una cornice dalle dimensioni superiori a quelle della stampa, il corniciaio vi proporrà un passe-partout. Inutile sottolineare che il passe-partout sarà imperativamente tagliato in un cartone anti acido o cartone museo. La stampa dovrà essere attaccata al passe-partout con 2 o 4 piccole cerniere-carta. Queste cerniere-carta non sono aggressive sul foglio e il doverle eventualmente togliere non creerà nessuna lacerazione sulla stampa.

E' possibile anche un'altra tecnica: si può mantenere la stampa aderente al passe-partout con delle piccole linguette di cartone leggero senza acido, piazzate ai quattro angoli; esse permetteranno di far semplicemente scivolare i quattro angoli del foglio sotto le linguette. Niente nastro adesivo, niente colla, niente cerotto (si, si, anche questo l'abbiamo visto!). Non dimentichiamoci che una stampa potrebbe essere inquadrata anche fra due lastre di vetro, ma col tempo succede sovente un inizio di riporto di colori della stampa sul vetro e quindi sconsigliamo questa soluzione anche se è bella. 4/ Anche se più costoso di un vetro classico, un vetro anti UV proteggerà i colori dalla luce e aiuterà a conservare lo stato iniziale della vostra stampa. E' sottinteso che non si appenderà mai una stampa incorniciata su un muro colpito dal sole diretto. Anche una forte fonte di luce artificiale troppo vicina al quadro potrebbe alterare i colori dell'opera. 5/ Per impedire alla polvere e ad altri agenti inquinanti di entrare all'interno del quadro, la parte posteriore del quadro e il quadro stesso dovranno essere otturati da un nastro di carta gommata piazzato sull'intero perimetro oppure vanno anche bene delle bande di carta kraft scura. Godere a lungo delle proprie stampe implica necessariamente l'incontro con un buon corniciaio che saprà consigliarvi e fare il suo lavoro secondo le regole dell'arte!

Fotografare una stampa


Una stampa in foglio con Julie e Georges Braque:&

1/ In foglio e dunque non incorniciata, la stampa da fotografare verrà manipolata con mille precauzioni. Poiché le prese con la luce artificiale tendono a modificare i colori reali dell'opera (più giallo e rosso e talvolta blu), lo scatto sarà fatto con la luce più naturale e diffusa possibile. Attenzione tuttavia a evitare il sole diretto. Se fosse proprio necessario una presa con la luce artificiale, si tenterà di creare una luce uniforme e indiretta sull'insieme dell'opera, evitando in modo categorico flash e ombre. 2/ La stampa sarà posizionata su un supporto rigido perfettamente piano (ideale un asse di legno o un cartone rigido) e converrà mantenerla ben tesa con semplici mollette per stendere in bucato posizionate ai quattro angoli. Vanno anche bene una placca di ferro e quattro calamite. 3/ La stampa e il suo supporto sono posizionati quasi verticalmente di fronte al fotografo e alla giusta altezza (una sedia con la spalliera possono andare più che bene!).

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4/ La fotografia di una stampa deve assolutamente tenere in considerazione non solo l'illustrazione (parte incisa o litografata), ma ugualmente i margini nella loro totalità. Questa è una regola assoluta! La fotografia non dovrà ignorare nulla dell'intera globalità della stampa e il fotografo lascerà sempre un po' di spazio sull'intera periferia dell'opera. Il fotografo farà attenzione a scattare la foto senza stare troppo vicino all'opera per evitare di « arrotondare » i bordi della stampa. Ci si manterrà sempre a qualche passo di distanza dall'opera, avvicinandosi con lo zoom dell'apparecchio fotografico. Per equilibrare più possibile la prospettiva del foglio, la posizione ideale dell'occhio del fotografo (e dunque dell'apparecchio) si situa a livello del centro della stampa. 5/ Qualche foto di dettagli della stampa sarà di grande utilità: la firma, la numerazione, il titolo (quando è indicato) o tutte le altre iscrizioni manoscritte, stampate o segni particolari ( il marchio dell'editore per esempio); è un'informazione interessante la filigrana della carta che si potrà captare per trasparenza con una luce viva dietro la stampa. 6/ Si prega di non dimenticare che il lavoro non potrà considerarsi finito fino a quando non si sarà fotografato anche il retro della stampa. Il retro della stampa è di primaria importanza per stabilirne lo stato e conseguentemente anche il valore. Si procederà dunque a fotografarlo come si è fatto per il fronte.

Una stampa incorniciata con Stéphanie e Joan Miro:

1/ Come nel caso precedente, la presa se possibile verrà fatta con la luce naturale, ma- attenzione- senza sole diretto. Naturalmente la maggior parte delle raccomandazioni 1/, 3/, 4/, 5/ sono le stesse e valgono anche per questo capitolo. Troverete qui qualche dritta per evitare la scocciatura del vetro che riflette la luce! 2/ Per evitare che il fotografo si rifletta sul vetro della cornice, non si posizionerà di fronte alla stampa. Dovrà mettersi a sinistra o a destra fino al limite della sua scomparsa dalla parte riflessa, di modo che le linee di fuga prospettive del foglio e in questo caso del quadro, non siano troppo importanti. 3/Per eliminare tutti gli altri elementi che verrebbero inevitabilmente riflessi dal vetro, il fotografo « tapperà » la zona riflessa dal vetro inserendovi una superficie piana e uniforme, posizionando il riflesso del vetro verso un muro bianco o verso un supporto rigido (una placca di legno chiara o un cartone rigido). Prima di scattare la foto, il fotografo dovrà verificare attentamente che nessun riflesso alteri la stampa da fotografare. 

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4/ La fotografia così realizzata permetterà facilmente a un habitué del « Fotoshop » di eliminare le linee di fuga della stampa e di collocare correttamente le linee verticali e orizzontali della stessa. 5/ Non dimenticate di fotografare retto e verso del quadro. Ciò permette di conoscere la qualità del supporto della stampa che purtroppo è spesso acido ( legno compensato o cartone).