« René Magritte », A. M. Hammacher, Ed. Ars Mundi, 1988
« René Magritte », Alden Todd, Coll. Carrés d’Art, Ed. De la Martinière, 2000
« Magritte », Michel Butor et autres, Ed. Galerie du Jeu de Paume, Paris, 2003
« René Magritte, l’empire des images », Pierre Sterckx, Ed. Assouline, 2003
Da leggere dell'artista :
« Les mots et les images : choix d’écrits », Coll. Espace Nord, Ed. Labor, 2000
Catalogo (cataloghi) ragionato (i)
*« L'oeuvre gravé », G. E. Kaplan et T. Baum, II Editions, New York, 1982 *« Oil paintings, objets, bronzes, gouaches temperas, 1916-1967 », 5 Vol., David Sylvester et autres, Ed. Flammarion, Paris, 1992, 1993, 1994, 1995 et 1997
René Magritte nasce nel 1989 a Lessines (Hainaut, Belgio). Dopo studi classici, seguono corsi all’Accademia di Belle Arti di Bruxelles (1916-1918). Si sposa con un’amica d’infanzia nel ’22 e si guadagna da vivere facendo il disegnatore in una fabbrica di carte da parati, dipinge per diletto. Magritte abbandona questo primo lavoro per realizzare delle affiches, dei disegni pubblicitari e, alla fine degli anni ’20, delle immagini per cataloghi commerciali di vendita. In questo periodo la sua arte si situa fra il cubismo,il futurismo e l’astrazione.
Nel ’23 scopre l’opera di De Chirico ed il suo stile risente degli “Interni metafisici” dell’artista italiano; si allontanerà da questa influenza verso il ’26. Nel ’24 conosce gli scrittori Camille Goemans e Marcel Lecomte; con loro, Paul Nougé e L.T.Mesens Magritte partecipa alle attività del gruppo surrealista belga, che si esprime attraverso svariate pubblicazioni spesso di breve durata. Sostenuto dalla Galleria Il Centauro di Bruxelles, Magritte si consacra alla pittura a partire dal 1926. Partecipa con i suoi compagni alla “Società del Mistero”.
Per 3 anni, nel ’27, si stabilisce vicino a Parigi (Perreux-Marne). Integra il gruppo dei surrealisti francesi e lavora con Jean Arp, Joan Miro, Paul Eluard etc…; collabora alla “La rivoluzione surrealista” (1929). In questo stesso anno Magritte passa con sua moglie le vacanze a Cadaquès da Salvador Dalì. Tornato a Bruxelles, l’anno successivo si unisce nuovamente ai surrealisti belgi. La sua galleria Il Centauro nel frattempo fallisce ed il suo amico Mesens gli acquista tutti i quadri.
Nel ’32 aderisce al partito comunista belga. Magritte dipinge, disegna, viaggia, collabora alla rivista Il Minotauro. La copertina del decimo numero sarà interpretata dai compagni surrealisti come una visione premonitrice della catastrofe che si annuncia, la guerra. L’attività dell’artista è intensa. Nel ’40 passa qualche mese in Francia, a Carcassonne.
Nel ’43 Paul Nougé gli consacra una monografia, ne seguirà un’altra 4 anni più tardi da parte di Louis Scutenaire.
Nel ’46 Magritte pubblica dei volantini propagandistici: “L’Imbécile”,
“L’Emmerdeur”, “L’Enculeur”. Dal ’52 al ’56 dirige la rivista “La carte d’après nature”.
Nel ’56 realizzerà diversi cortometraggi e nel ’61 collaborerà alla rivista “ Rhétorique”, diretta da André Bosmans. Nello stesso anno André Breton scrive il primo testo su di lui in occasione di un’esposizione che si tiene a Londra.
La prima “personale” dell’artista è del 1927 a Bruxelles. Magritte ha veramente partecipato all’avventura surrealista, attivo in tutti gli eventi dei vari gruppi (fine degli anni ’20, anni 30 e 40). A partire dall’immediato dopoguerra e da allora in poi le sue opere faranno il giro di tutte le mostre più importanti in giro per il mondo. Ci saranno poi anche svariate retrospettive. L’artista creerà anche delle scenografie e delle opere monumentali (La fata ignorante, Le barricate misteriose, etc…). Magritte ha trovato la “sua cifra espressiva” nel corso degli anni 20, con un suo linguaggio specifico, permeato talvolta di humour noir, pittura meticolosa di una realtà che scivola inesorabilmente verso l’assurdo o lo strano, pittura di fronte alla quale lo spettatore si interroga o rimane perplesso.
L’artista si spegne il 15 agosto 1967 a Schaerbeek (Bruxelles). Magritte occupa un posto a parte nel panorama surrealista.